PAOLO ZANGRANDESono Paolo Zangrande, medico e chirurgo, nato e vissuto a Padova dal 1960. Prima di essere assorbito dagli studi di Medicina della nostra Università, come molti miei coetanei ho vissuto la passione dell’impegno “civile”, dapprima brevemente nel volontariato cattolico, poi al liceo nel movimento studentesco. Anni di grandi tensioni (con paure ben più consistenti di quella del “foresto”…!) ma anni vivi e ricchi di incontri e di stimoli come dovrebbero essere gli anni della gioventù. Lavoro nel servizio pubblico dove la mia professione mi circonda sempre di “prossimo” e di questioni pratiche: anche per questo ho mantenuto l’interesse per la realtà che ci circonda e la società in cui viviamo, e come genitore  ho cercato di infondere questo interesse e questa sensibilità ai miei figli. Da questo interesse nasce il mio impegno nella lista Lorenzoni Sindaco, ora che la mia città ha la possibilità di ripensare il suo governo dopo l’esperienza umiliante della giunta dimissionaria, impostasi promuovendo una cultura della paura e del rancore inaccettabili per ogni anima di Padova -dalla più laica alla più confessionale- ed restituendo poi spudoratamente una città che scontenta perfino i suoi sostenitori:  più povera economicamente e culturalmente, divisa e smarrita nelle sue periferie,  con meno servizi per i cittadini ed infrastrutture per le attività produttive, inquinata e dove il principio della devozione al potente ha inquinato perfino le scelte più banali.

 

  • L’accoglimento dei migranti è un obbligo imprescindibile.  Occorre entrare in contatto con le realtà che hanno avuto più successo e mutuarne le politiche , coinvolgere le competenze dell’Università -scienze politiche , sociologia-coordinare le organizzazioni coinvolte, inoltre il comune può adoperarsi per snellire  le pratiche amministrative e e creare occasione di conoscenza  reciproca tra stranieri e cittadinanza sia con eventi socio culturali che  utilizzando il lavoro che può essere occasione di acquisizione di competenze e di restituzione alla comunità di un servizio.
  • La diminuzione dell’inquinamento è una concreta opportunità di promozione della salute pubblica e tramite la mobilità alternativa si contribuisce efficacemente anche alla riduzione del traffico . Va incentivato il trasporto pubblico , ampliata la rete del car e bike sharing iniziando a distribuirli dove serve e cioè nelle periferie, risistemata la rete delle piste ciclabili che presenta incompletezze ed inadeguatezze ; va adottato  ed osservato un piano di manutenzione perchè questo bene pubblico non si disperda una volta realizzato. Vanno ampliate le aree verdi  e risistemate quelle già esistenti, completando lungo gli argini di tutta la città percorsi verdi ciclopedonabili sui quali possono anche trovare spazio attività commerciali di ristorazione o spazi di aggregazione . Sulla scelta del nuovo ospedale il comune deve vigilare perché le decisioni  non siano dettate dalla necessità di speculazioni edilizie e l’ospedale rimanga un bene pubblico .
  • Vanno riportati  in città gli eventi culturali  e musicali di maggior successo  cancellati  dalla precedente amministrazione perché “non conformi” . L’Università è un enorme polo fermenti e di idee , dove la cultura viene “fabbricata” giornalmente dove si concentra una platea giovanile: il Comune deve recuperare e stabilizzare un contatto in questo senso . Vanno promossi anche eventi musicali “minori”  nei tanti spazi verdi  disponibili,  con realtà locali o meno conosciute in grado comunque di attrarre pubblico e di proporre quindi Padova come un laboratorio o un centro di riferimento