Paolo SacerdotiSono Paolo Sacerdoti, ho 30 anni, ho preso la maturità classica al Tito Livio, sono laureato in ingegneria dell’informazione e sto finendo il corso di laurea magistrale in bioingegneria.

Dal 2006, in seguito ad un incidente, conduco la mia vita a bordo di una carrozzina. Per quanto questo agli occhi dei più possa sembrare solo un limite, sono convinto che lo sia solo nella misura in cui il contesto sociale lo rende tale.

Non solo, penso anche che in molti casi questa diversità mi abbia creato delle opportunità, non ultima quella di diventare atleta di livello nazionale di rugby in carrozzina.

Sono convinto che il mio punto di vista possa far comprendere quali sono le esigenze delle persone che ogni giorno si scontrano con difficoltà ad altri occhi invisibili, come gradini agli ingressi dei negozi, attraversamenti pedonali privi di rampe, pavimentazioni non adeguate, o ancora la mancanza di parcheggi dedicati, spesso perché abusivamente occupati e mezzi pubblici spesso difficilmente accessibili. In un mondo in cui l’età della popolazione avanza, con tutte le sue conseguenze, e in cui una persona con disabilità ha tutte le possibilità di vivere una vita piena, indipendente e a tutti gli effetti normale, se messa nella condizione di farlo, sono convinto che il mio contributo, nel contesto di un’amministrazione sensibile al problema come sarà quella guidata da Arturo Lorenzoni, possa rendere Padova una città migliore, davvero per tutti.

  • La possibilità di accesso a qualsiasi luogo da parte di chiunque, comunque si muova, è la premessa fondamentale per rendere le persone libere di vivere la propria vita. Padova ha una buona base di partenza, ma molto resta ancora da fare per poterla chiamare davvero accogliente. E una città accogliente è una città che prospera.
  • E’ ormai riconosciuto che lo sport sia un elemento fondamentale nella formazione delle persone e un mezzo di inclusione sociale tra i più efficaci. Questo è tanto più vero nel contesto dello sport paralimpico, come hanno vistosamente dimostrato i numeri delle ultime due paralimpiadi. In Italia tuttavia, questo genere di attività è ancora ostacolato da una diffusa ignoranza. Padova avrebbe tutti i mezzi e le possibilità di diventare un esempio all’avanguardia di livello nazionale e internazionale in quest’ambito. Serve solo la volontà di realizzare queste possibilità.
  • Padova ospita una delle più antiche università del mondo, e una delle più prestigiose. Il numero di studenti con disabilità è tuttavia microscopico rispetto alla popolazione di riferimento. Rendere le strutture e le risorse accessibili e integrarle con quelle urbane renderebbe il nostro ateneo assai più appetibile e darebbe infinite possibilità lavorative a persone, la cui formazione può trasformare un costo, in una risorsa per la società intera, oltre che personale.