Margherita MandelliSono Margherita Mandelli, ho 62 anni,sono originaria di Milano, ho vissuto a Roma 10 anni e vivo a Padova da 25 anni.

Sono sposata e ho quattro figli di cui una presa in affido. Sono laureata in lettere e da quando sono a Padova lavoro come maestra elementare, mentre prima insegnavo italiano agli stranieri in una cooperativa; il mio lavoro mi appassiona e  mi diverte nonostante sia spesso una sfida per le condizioni di lavoro e per le problematiche educative che deve affrontare.

Ho collaborato con diversi movimenti per l’accoglienza dei profughi e l’insegnamento dell’italiano agli stranieri.

Sono da molto impegnata in ambito cattolico, nella catechesi e come animatrice di gruppi e specialmente  e di giovani coppie presso il Centro Antonianum di Padova.

Credo con forza nell’impegno nel sociale e nel prendere posizione dalla parte dei più deboli.

Ho visto, durante l’amministrazione Bitonci, il Comune disattendere le esigenze della scuola e specialmente dei più deboli e soprattutto assumere posizioni di chiusura verso i profughi e questo mi spinge a desiderare di lavorare in prima persona in queste elezioni.

Conosco Arturo da  anni e lo ritengo una persona adatta a riunire intorno a sé forze capaci di portare Padova a rinnovarsi e a cercare soluzioni creative per i problemi della città.

  • La presenza dei migranti deve diventare una ricchezza: cercare e organizzare luoghi di accoglienza per  piccoli gruppi sparsi nella città, (SPRAR) anche presso famiglie disponibili , potenziare l’insegnamento della lingua nel primo periodo mettendo in rete le esperienze che già esistono e controllando la formazione degli insegnanti, organizzare momenti di  formazione professionale per i migranti costruendo progetti individuali che valorizzino le loro capacità e  competenze; organizzare occasioni e  luoghi di incontro con i cittadini (momenti sportivi, danze popolari, cene, scambi di conversazione…)
  • Le risorse per l’educazione devono aumentare. La scuola pubblica deve poter diventare un punto di riferimento: apertura pomeridiana per momenti di doposcuola, di laboratori extrascolastici gestiti da associazioni e serale per incontri tra genitori e contatti con le associazioni del territorio.
    I bambini stranieri e quelli in difficoltà devono poter ricevere un aiuto sia durante le ore di scuola (mediatori culturali), sia trovando specialisti nella scuola che possano sostenere il lavoro degli insegnanti, collaborare con loro e seguire i bambini e i ragazzi sul posto (psicopedagogisti, psicologi, pediatri…)
    Gli asili nido pubblici e le scuole materne devono essere potenziate in modo da garantire spazio a chi ne faccia richiesta.
  • I servizi sociali esistenti dovrebbero ricevere più risorse ed essere meglio organizzati e coordinati. Il servizio civile per i giovani finanziato dal Comune dovrebbe funzionare  in modo da rappresentare un’esperienza utile e formativa per i giovani. Le associazioni che si occupano del sociale dovrebbero essere sostenute dall’amministrazione comunale ed essere monitorate e in rete.