Mi chiaSergio Frigomo Sergio Frigo, sono originario dell’Altopiano, ho 60 anni, moglie e figlia, e fino al febbraio scorso ho lavorato come giornalista al Gazzettino, nel settore cultura.

Mi sono occupato – fondando la rivista Cittadini Dappertutto, scrivendo alcuni libri, gestendo un blog e promuovendo eventi pubblici – anche di migrazioni, Lega Nord, ambiente, sociale e politiche culturali. Dopo aver realizzato una app e una guida cartacea sui Luoghi di Mario Rigoni Stern, ora sono impegnato nella realizzazione di un progetto multimediale (app, guida, siti ed eventi) dedicato alla promozione della letteratura e del territorio veneti.

Ho deciso di impegnarmi nella campagna elettorale per contribuire ad evitare il ritorno di un’amministrazione che ha diviso i padovani e rinnegato le tradizioni di apertura e solidarietà proprie di questa città, e di un sindaco che ha fatto promesse a vuoto e litigato con le altre istituzioni e con chiunque non la pensasse come lui.

Io credo al contrario in una “città inclusiva”, capace di mobilitare tutta l’enorme ricchezza umana, culturale, associativa, produttiva che possiede, e di assicurare ascolto, tutela e opportunità a tutte le categorie sociali, a partire dai giovani, dagli anziani e dalle categorie più deboli.

Ritengo che Arturo Lorenzoni, per la sua storia personale e le sue competenze sia la persona giusta per ricompattare i padovani, garantendo insieme la sicurezza, che nasce dalle relazioni personali e non dall’enfatizzazione della paura, e l’apertura al futuro

  • Voglio che possiamo tornare ad essere orgogliosi di noi stessi e della nostra città. Le sue ricchezza culturali e la sua storica apertura al mondo devono ridiventare patrimonio di tutti
  • Voglio un sindaco che sia davvero “di tutti” e non governi programmaticamente, anche a costo di danneggiare il bene comune,  contro coloro che dissentono dai suoi valori
  • Voglio un’amministrazione che accolga le paure dei cittadini più deboli (specie nei confronti degli immigrati) fornendo loro risposte razionali e non proclami ideologici che dividono e incattiviscono le persone