Francesca BencioliniMi chiamo Francesca Benciolini, ho 51 anni, sono sposata con Tino e i nostri tre figli mi ricordano ogni giorno che Padova, la mia città, è la città di chi la abita e la vive, indipendentemente dalla sua provenienza o cittadinanza.

Ho imparato a lavorare in una media impresa dove, dopo una laurea in lingue presso l’Università di Padova, mi sono occupata per 8 anni del commercio con l’estero.

Nel 2002 ho scelto il mondo delle cooperative, dell’economia sostenibile, del commercio equo e solidale dove ho lavorato per 7 anni occupandomi, tra l’altro, di inserimenti lavorativi e attività culturali e formative e dove tutt’ora sono volontaria.

Dal 2010 lavoro in una Fondazione: con un gruppo di colleghe, progetto e gestisco percorsi con le scuole approfondendo i temi dei diritti umani, dello sviluppo sostenibile, della fragilità come risorsa, dell’approccio comunitario.

Lo studio e la collaborazione con realtà locali ed internazionali sono i pilastri su cui si fonda il mio lavoro. La partecipazione a diverse associazioni e il volontariato sono parte importante della mia formazione. La bicicletta è il mezzo con cui mi sposto per Padova. Coltivo un orto urbano.

Mi impegno nella lista civica Lorenzoni Sindaco perchè credo nella fragilità come risorsa e penso che una città attenta alle persone fragili sia una città in cui tutti vivono meglio.

L’arte, la cultura e il verde che caratterizzano Padova e la rendono bellissima possono creare straordinarie occasioni di incontro, relazione e inclusione migliorando la qualità della vita di tutte e tutti coloro che abitano la nostra città.

  • CULTURA: Padova è una bellissima città, ricca di cultura, arte e verde. Penso che creare occasioni di cultura diffusa ed accessibile a tutti, dove queste tre dimensioni siano valorizzate ed integrate, possa favorire un maggior senso di appartenenza alla città per tutti i cittadini e al contempo diventare volano per l’economia e il lavoro
  • MIGRAZIONI-CITTADINANZA: Padova è da sempre una città aperta all’incontro tra persone di diverse provenienze culturali, linguistiche, religiose… Sono convinta che oggi più che mai sia fondamentale recuperare il senso dell’incontro nella differenza. L’accoglienza diffusa è il modo più efficace per creare relazioni,   favorire la condivisione delle regole, far sentire Padova la città di chi la abita.
  • TERRITORIO: “appropriarsi” del territorio da parte dei cittadini significa conoscerlo e averne cura. Gli orti urbani sono un bell’esempio di come affidando uno spazio ad un gruppo di cittadini si migliori la cura della città. Favorire la corresponsabilità nella gestione delle aree pubbliche trovando altre forme di partecipazione è un modo efficace per migliorare i nostri quartieri.