Leopoldo Benacchio, sono Astronomo Ordinario a Padova. Ho 66 anni, sposato, un figlio all’estero per lavoro da anni. Ho lavorato anch’io parecchio all’estero, sono stato a lungo Consigliere (tecnico) del Ministro Istruzione-Università-Ricerca e gestito in prima persona vari programmi di ricerca nazionali e internazionali. Amo la divulgazione della scienza, specie rivolta ai giovani, per i quali ho pubblicato parecchi libri tradotti in molte lingue, e per le scuole, con le quali ho svolto due programmi innovativi di interesse nazionale per le scienze. La passione è stata ed è il motore principale del mio operare nel lavoro e nella società.  Con entusiasmo quindi sto con Arturo Lorenzoni, convinto che con lui potremo costruire quella città moderna, bella, serena e accogliente che desideriamo e che i rappresentanti del “vecchio che avanza”, dietro agli altri candidati, certamente non pensano di darci.  I miei temi sono impegnativi: fare molto per i giovani, dagli 0 ai 25 anni, dai lattanti agli studenti in procinto di laurearsi. I giovani hanno poco da Padova, ma danno tanto, è ora di ripagarli. , abbiamo idee per questo. Voglio poi una città che punta all’innovazione vera e ne crea le condizioni fin dalla scuola, non l’innovazione finta dei progetti regionali fatti solo per scroccare quattrini pubblici. Il 30% quasi di anziani in città, gli oltre 1000 che vivono da soli, se non in solitudine, meritano poi un’attenzione importante e un ragionamento profondo che non sia pietistico ma includente anche per loro.

 

  • GIOVANI. Una città amica dei giovani, dai lattanti, che debbono trovare migliore accoglienza durante l’allattamento in città grazie a un progetto già elaborato, agli studenti universitari, che popolano Padova ma non ne hanno indietro molto in termini di spazi da usufruire, iniziative da condividere, stimoli positivi che non siano sempre e solo quelli di passare la sera in qualche bar. È ora di ripensare la città e farla entrare in una fase “amica” di questa fondamentale fascia di popolazione. Fondamentale per il futuro di tutti.
  • INNOVAZIONE. L’innovazione è un processo continuo, virtuoso, che si nutre di idee ma anche di duro lavoro, di esperienza e senso pratico, è vedere il futuro e costruirlo nel presente. Basta con i mille specchietti delle allodole dei progetti “innovativi” come quelli portati avanti dai vari enti regionali, tesi solo a scroccare fondi pubblici e far fallire buone iniziative, come con Veneto Nanotech o Parco Vega. Creare la cultura dell’innovazione, la sfida, facilitare le capacità degli innovatori, spianare loro il cammino, facilitarli in modo che possano focalizzarsi sulla realizzazione delle loro idee e sulla commercializzazione, Partire dalla scuola, qualificare il pensiero innovativo, premiarlo. Basta Parchi dell’innovazione o incubatori, ma vero aiuto e assistenza da parte del Comune, per quanto può fare, a chi vuole mettersi in gioco.
  • ANZIANI. A Padova gli over 65 sono quasi il 30%, sopra la media nazionale e con tendenza a crescere. Si parla di almeno 1.000 di queste persone che vivono sole, se non in solitudine. Questi numeri rendono inutile ogni ulteriore discorso e giustificazione. Solidarietà, riattivazione dell’assistenza domiciliare, sono il minimo, ma occorre anche migliorare in senso positivo la città, creando una rete di solidarietà, occasioni di incontro e partecipazione alla vita pubblica, a iniziare dai quartieri, mettere in contatto giovani e anziani per creare sinergie di aiuto e scambio reciproco di esperienze. Questo è un campo in cui si gioca la qualità di vita della città.